Governance NIS2: responsabilità, decisioni e governo del rischio cyber

La Direttiva NIS2 non si limita a richiedere l’adozione di misure tecniche di cybersecurity, ma introduce un cambio di paradigma, ponendo la governance aziendale al centro del modello di sicurezza.
Gli organi di amministrazione e di direzione sono pertanto chiamati ad assumere una responsabilità diretta e consapevole sulle decisioni in materia di sicurezza delle informazioni, gestione del rischio e resilienza organizzativa.

GOVERNANCE NIS2

Significato di GOVERNANCE nella Direttiva NIS2

La governance, nell’ambito della Direttiva NIS2, rappresenta il modello attraverso il quale l’organizzazione definisce, indirizza e supervisiona la gestione della sicurezza delle reti e dei sistemi informativi, comprendendo l’insieme delle decisioni strategiche, delle responsabilità attribuite agli organi di direzione e dei meccanismi di controllo volti a garantire che le misure di sicurezza adottate siano adeguate, coerenti e effettivamente attuate nel tempo. In questo contesto, la governance non si esaurisce nella predisposizione di policy o procedure formali, ma si traduce nella capacità del board di assumere decisioni consapevoli in materia di rischio cyber, allocazione delle risorse e resilienza organizzativa, assicurando un presidio continuo e strutturato della sicurezza, come richiesto dalla Direttiva NIS2.

Governance NIS2, i ruoli di board e management

La Direttiva NIS2 attribuisce un ruolo centrale sia al board sia al management nella definizione e nell’attuazione delle decisioni in materia di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi, richiedendo che tali decisioni siano assunte in modo consapevole e informato. In questo quadro, la consapevolezza del board e del management diventa un presupposto essenziale, da sviluppare anche attraverso adeguati percorsi di formazione, affinché i rischi cyber, le implicazioni organizzative e le responsabilità connesse siano effettivamente comprese. Il board è chiamato a definire l’indirizzo strategico e a supervisionare le scelte in materia di sicurezza e resilienza, senza poter più ricorrere a deleghe meramente formali o prive di adeguata comprensione dei rischi, mentre il management ha il compito di tradurre tali decisioni in assetti organizzativi, processi e controlli coerenti, garantendone l’attuazione concreta e continuativa nel tempo.

Governance NIS2, gestione del rischio e misure organizzative

La Direttiva NIS2 richiede che la governance della sicurezza sia strettamente integrata con un processo strutturato di gestione del rischio, nel quale le decisioni assunte a livello di board e management si traducano in misure organizzative e tecniche coerenti e proporzionate. In questo contesto, la gestione del rischio non costituisce un’attività isolata o meramente documentale, ma un elemento centrale del modello di governance, finalizzato a identificare, valutare e trattare i rischi che possono incidere sulla continuità dei servizi e sulla sicurezza delle informazioni. Le misure organizzative, quali policy, procedure, ruoli e responsabilità, rappresentano il collegamento operativo tra le decisioni strategiche e l’attuazione concreta delle misure di sicurezza, consentendo all’organizzazione di dimostrare un presidio effettivo e continuativo del rischio cyber, in linea con quanto richiesto dalla Direttiva NIS2.

Governance NIS2: estensione alla supply chain

La Direttiva NIS2 richiede che la governance della sicurezza si estenda all’intera organizzazione e ricomprenda anche i rischi derivanti dalla supply chain, intesa come catena di fornitura, ossia l’insieme dei soggetti, dei processi e delle relazioni attraverso cui beni, servizi e componenti tecnologiche vengono forniti e integrati nell’organizzazione. In tale prospettiva, la gestione della sicurezza non può essere confinata all’ambito interno, ma deve includere la capacità dell’organizzazione di identificare, valutare e governare i rischi connessi a fornitori, partner e terze parti, tenendo conto delle interdipendenze operative e tecnologiche esistenti. L’estensione della governance alla catena di fornitura implica quindi l’adozione di un approccio sistemico, nel quale responsabilità, processi e controlli siano coerentemente applicati lungo l’intero ecosistema organizzativo, in linea con quanto previsto dalla Direttiva NIS2.

Governance NIS2 e FNCSDP

In ambito nazionale, i principi di governance delineati dalla Direttiva NIS2 trovano un riferimento nel Framework Nazionale per la Cybersecurity e la Data Protection (FNCSF) adottato dalla Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. Il Framework propone un modello strutturato per la gestione della sicurezza e del rischio cyber, fondato su funzioni di governo, supervisione e miglioramento continuo, in coerenza con l’impostazione della NIS2. In tale contesto, la governance assume un ruolo centrale nel garantire che decisioni, processi e controlli siano coordinati e coerenti, favorendo un approccio sistemico alla sicurezza che coinvolga l’intera organizzazione e le sue interdipendenze, inclusa la catena di fornitura.

Errori comuni nella governance NIS2

Un errore frequente nella governance NIS2 consiste nel considerare la sicurezza delle reti e dei sistemi informativi come un tema esclusivamente tecnico, delegato alle funzioni ICT o alla sicurezza, senza un effettivo coinvolgimento dell’organizzazione nel suo complesso. Un’ulteriore criticità è rappresentata da modelli di governance meramente formali, nei quali policy e procedure esistono ma non sono integrate nei processi decisionali né sottoposte a una reale supervisione. È inoltre diffusa la convinzione che il possesso di certificazioni ISO, quali ad esempio ISO 9001 o ISO/IEC 27001, sia di per sé sufficiente a garantire la conformità alla Direttiva NIS2, senza considerare che tali norme, pur rappresentando un valido supporto metodologico, non sostituiscono gli obblighi specifici di governance, responsabilità e supervisione imposti dalla NIS2. A ciò si aggiungono approcci che trattano la governance come un’attività una tantum, non adeguatamente aggiornata rispetto all’evoluzione dei rischi, dell’organizzazione e della supply chain, con il risultato di una visione incompleta e non coerente con l’impostazione sistemica richiesta dalla Direttiva.

Valutare il modello di governance NIS2 della propria organizzazione

Comprendere se l’attuale assetto di governance è coerente con i requisiti della Direttiva NIS2 richiede un’analisi che vada oltre la presenza di policy, procedure o certificazioni. Un confronto qualificato consente di verificare il livello di consapevolezza, di responsabilità e di supervisione effettivamente esercitato dall’organizzazione, individuando eventuali aree di miglioramento e priorità di intervento.

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