Formazione NIS2 a supporto del percorso di conformità

Formazione NIS2: sviluppare consapevolezza, competenze e responsabilità

Un elemento essenziale per la riduzione del rischio cyber, per il rafforzamento della governance della sicurezza e per il supporto alle organizzazioni nell’attuazione degli obblighi organizzativi e di responsabilità previsti dalla Direttiva NIS2, in coerenza con i principi di gestione del rischio e di miglioramento della resilienza delle aziende.

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Perché la formazione è centrale nella Direttiva NIS2

La Direttiva (UE) 2022/2555 (NIS2) inquadra la formazione come una componente essenziale delle misure di gestione del rischio per la sicurezza delle reti e dei sistemi informativi, attribuendo rilievo diretto al fattore umano e alla capacità dell’organizzazione di operare in modo consapevole e strutturato. La formazione non è quindi configurata come un adempimento formale o occasionale, ma come una misura organizzativa necessaria a garantire l’effettiva applicazione delle politiche, delle procedure e delle decisioni adottate in materia di sicurezza. In tale prospettiva, la formazione NIS2 assume la funzione di strumento di supporto alla governance, contribuendo a rendere esigibili le responsabilità attribuite agli organi di direzione e ai soggetti coinvolti nella gestione operativa. Attraverso percorsi formativi adeguati, l’organizzazione è posta nelle condizioni di assicurare che i ruoli siano compresi, che i comportamenti siano coerenti con le misure di sicurezza adottate e che il personale sia in grado di individuare, segnalare e gestire eventi rilevanti ai fini della sicurezza, in coerenza con gli obblighi previsti dalla Direttiva.

Ambito soggettivo e destinatari della formazione NIS2

Nel quadro delineato dalla Direttiva NIS2, la sicurezza delle reti e dei sistemi informativi non è più riconducibile a un ambito specialistico circoscritto, né può essere considerata una responsabilità esclusiva delle funzioni ICT o della sicurezza. Al contrario, la Direttiva adotta un approccio sistemico, in cui la sicurezza ICT diventa un tema trasversale che coinvolge l’intera organizzazione, secondo il principio per cui anche il comportamento di un singolo soggetto può incidere in modo significativo sulla postura complessiva di sicurezza. Numerosi incidenti di sicurezza, inclusi quelli con impatti rilevanti sui servizi essenziali e sui dati trattati, trovano infatti origine nel fattore umano, spesso in conseguenza di una carenza di consapevolezza, di comportamenti non adeguati o della mancata comprensione delle implicazioni operative delle misure di sicurezza adottate. In tale contesto, la formazione assume una funzione preventiva fondamentale, orientata non solo alla trasmissione di conoscenze, ma allo sviluppo di una diffusa cultura della sicurezza. È in questo binario che si colloca il concetto di cyber hygiene, intesa come l’insieme di pratiche, comportamenti e attenzioni quotidiane che ogni soggetto dell’organizzazione è chiamato ad adottare nello svolgimento delle proprie attività. La formazione NIS2 deve pertanto essere rivolta, con contenuti e livelli di approfondimento differenziati, agli organi di direzione, alle figure di coordinamento, al personale operativo e al personale ICT, al fine di garantire che ciascun ruolo contribuisca in modo consapevole e coerente all’attuazione delle misure di sicurezza previste dalla Direttiva.

Formazione del board e dei ruoli operativi delle entità NIS2

La Direttiva NIS2 attribuisce agli organi di amministrazione e di direzione un ruolo diretto e non delegabile nelle decisioni relative alla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi, superando modelli nei quali tali scelte erano demandate prevalentemente a funzioni tecniche o specialistiche. In questo contesto, la formazione del board non costituisce un’attività accessoria, ma rappresenta una condizione necessaria affinché gli organi di vertice possano esercitare in modo consapevole le responsabilità loro attribuite dalla Direttiva. La formazione rivolta al board è finalizzata a garantire la comprensione dei principali rischi cyber, delle loro implicazioni organizzative, operative e reputazionali, nonché del rapporto tra decisioni strategiche, misure di sicurezza adottate e livello di rischio residuo accettato. Essa consente agli organi di direzione di valutare l’adeguatezza delle misure proposte, di indirizzare le priorità di intervento e di assumere decisioni informate in materia di governance della sicurezza, in coerenza con gli obblighi e i principi di accountability introdotti dalla NIS2. Accanto a ciò, la formazione dei ruoli operativi resta essenziale per garantire l’effettiva attuazione delle decisioni assunte a livello di vertice. In questo ambito, la formazione deve essere orientata allo sviluppo di comportamenti consapevoli, alla capacità di riconoscere eventi anomali e all’adozione di pratiche di cyber hygiene, nella consapevolezza che l’azione o l’omissione di un singolo soggetto può incidere in modo significativo sulla sicurezza complessiva dell’organizzazione. La coerenza tra formazione del board e formazione operativa costituisce pertanto un presupposto indispensabile per l’efficace implementazione del modello di sicurezza delineato dalla Direttiva NIS2.

Formazione NIS2 come percorso continuo e aggiornamento periodico

La Direttiva NIS2 presuppone un modello di gestione della sicurezza fondato sul miglioramento continuo e sull’adattamento costante al mutare del contesto tecnologico, delle minacce e dell’organizzazione stessa. In tale quadro, la formazione non può essere concepita come un’attività una tantum, ma deve essere strutturata come un percorso continuativo, coerente con l’evoluzione dei rischi e con le decisioni assunte a livello di governance. L’aggiornamento periodico della formazione consente di mantenere adeguato il livello di consapevolezza degli organi di direzione, dei ruoli di coordinamento e del personale operativo, garantendo che le conoscenze acquisite restino allineate alle misure organizzative e tecniche adottate. Ciò risulta particolarmente rilevante in presenza di cambiamenti normativi, introduzione di nuove tecnologie, modifiche dei processi aziendali o a seguito di eventi di sicurezza, incidenti o quasi incidenti. In questa prospettiva, la formazione assume una funzione di supporto permanente alla governance della sicurezza, contribuendo a rafforzare la capacità dell’organizzazione di prevenire, individuare e gestire gli eventi rilevanti ai fini della NIS2. L’integrazione della formazione in un ciclo di aggiornamento strutturato rappresenta quindi un elemento essenziale per garantire l’effettiva attuazione degli obblighi previsti dalla Direttiva e per consolidare, nel tempo, una cultura organizzativa orientata alla gestione consapevole del rischio cyber.

Formazione, policy e procedure: il collegamento operativo

La Direttiva NIS2 richiede che le misure di sicurezza adottate dalle organizzazioni siano effettivamente attuate e non rimangano confinate a documenti formali o a decisioni di principio. In tale contesto, la formazione svolge una funzione di raccordo operativo tra le policy di sicurezza, le procedure organizzative e i comportamenti concreti adottati quotidianamente dai soggetti coinvolti. Le policy e le procedure definiscono il quadro di riferimento e le regole di comportamento attese, ma la loro efficacia dipende dalla capacità dell’organizzazione di renderle comprensibili, applicabili e interiorizzate dai diversi ruoli. La formazione consente di tradurre tali regole in prassi operative, di chiarire le responsabilità individuali e di ridurre il rischio che le misure adottate vengano disattese, aggirate o applicate in modo non uniforme. In questa prospettiva, la formazione non può essere separata dalle altre iniziative di governance della sicurezza, ma deve essere progettata in modo coerente con l’assetto organizzativo, le decisioni del board e le procedure in vigore. Quando tale coerenza è garantita, la formazione diventa uno strumento abilitante per l’attuazione delle misure previste dalla NIS2, contribuendo a consolidare comportamenti corretti e a rafforzare la capacità dell’organizzazione di prevenire e gestire gli eventi di sicurezza.

Per approfondire le diverse tipologie di percorsi formativi proposti e le modalità di erogazione, è possibile fare riferimento alla pagina dedicata ai corsi NIS2.

Errori comuni nella formazione NIS2

Un errore frequente nell’attuazione della Direttiva NIS2 consiste nel trattare la formazione come un’attività circoscritta a singoli ambiti o funzioni. Approcci che limitano la formazione ai soli aspetti di cybersecurity, alla sola governance o alla mera applicazione di procedure operative risultano infatti parziali e non coerenti con l’impostazione della Direttiva. La Direttiva NIS2 richiede un approccio integrato, nel quale competenze tecniche, capacità di governo e indirizzo da parte degli organi di direzione e corretta attuazione operativa concorrano in modo coordinato alla gestione del rischio cyber. La frammentazione della formazione in compartimenti separati riduce l’efficacia complessiva delle misure adottate e indebolisce la capacità dell’organizzazione di prevenire e gestire gli eventi di sicurezza. Una formazione NIS2 efficace deve pertanto combinare consapevolezza dei rischi, comprensione delle responsabilità decisionali e traduzione operativa delle policy e delle procedure. In questo contesto si inserisce l’approccio dello Studio, basato su competenze senior trasversali in ambito cybersecurity, governance e protezione dei dati, che consente di progettare percorsi formativi coerenti con il modello delineato dalla Direttiva e adeguati ai diversi ruoli organizzativi.

Valutare il percorso formativo più adatto alla propria organizzazione

La formazione NIS2 deve essere coerente con il ruolo, il livello di responsabilità e il contesto organizzativo. È possibile valutare insieme il percorso più adeguato, in integrazione con le altre misure di governance e sicurezza.

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